Sono passati quasi 6 anni dall'ultima volta che scrissi su questo blog.
Era il 29 Aprile del 2018, ma da allora cosa è successo?
Beh... prima di tutto il lavoro... Eh sì... sono uno a cui piace mangiare quindi devo guadagnarmi da vivere per poter nutrire la mia insazziabile voglia di salato o dolce o entrambi insieme e in ordine indifferente!
Poi aggiungiamoci la pandemia, lo so la conosciamo tutti chi meglio chi peggio, chi la ricorda in un modo e chi in un altro e chi come me la ricorda perché esattamente un anno dopo la fine della pandemia ha scoperto di essere afflitto da qualcosa che mai si sarebbe immaginato.
È incredibile come la vita ti passi davanti in meno di un secondo quando senti dirti che hai un tumore... Già, non è facile... E la prima cosa a cui pensi è alla tua famiglia, ai tuoi cari a come dirglielo... Il bello è che devi pensarci in meno di 10/15 secondi perché magari sei al pronto soccorso e loro sono lì fuori che aspettano come te temendo il peggio ma sperando per il meglio.
Non è facile affrontare il discorso con chi non c'è mai passato, e probabilmente è anche giusto così...
Non è facile neanche rispondere alle domande di chi ti chiede "ma come è possibile?", "ma tu non fumavi vero?" o "ma adesso che farai?" ... La risposta era facile, ma che cazzo ne so io, mica sono un dottore!
Eh si un dottore, quell'unica figura mitologica a cui ti aggrappi per cercare speranze, quella persona a cui vorresti chiedere se domani potrai tornare a sorridere o dovrai contare le ore che ti restano... Ma non lo fai, e non lo fai perché ti hanno detto che le speranze sono poche e che "se l'avessimo preso in tempo"... Già in tempo...
Poi invece ci sono quei dottori che ti rompono le palle chiedendoti "come va?", "come si sente?" ... E come cazzo vuoi che mi senta?!
No seriamente sto bene, sto bene anche se combatto e non intendo arrendermi...
Era tanto che volevo cogliere l'occasione per ringraziare tutti, soprattutto quei dottori che citavo prima, perché quell'approccio che ti fa venir voglia di mandarli a quel paese è quello che ci vuole, perché quando non sei lo stesso della seduta precedente se ne accorgono...
Quei dottori e in generale tutto lo staff delle strutture sanitarie che non ti trattano come un numero, pochi lo dicono ma solo chi ci passa può capirlo... si ok ti rompi una gamba e magari devi aspettare 12 ore al pronto soccorso e nel frattempo si è rimarginato da solo ma in quelle 12 ore ci sono persone, uomini e donne che stanno provando a riprendere per i capelli qualcuno che troppo presto sta lasciando questo mondo...
Ci sono loro, i tuoi familiari, l'unico motivo che ti spinge a lottare veramente perché prima che per te stesso ti preoccupi di loro...
A cosa pensi appena te lo dicono? E adesso come glielo dico!
È questo il primo pensiero potrete non crederci, lo vivi in altri formati ma è così... Come faccio col mutuo? Come lo spiego ai miei figli? Come reagiranno?
Nel miglior modo possibile, non sottovalutate le persone... Quelle che sono fragili, che piangono perché non riescono a fare un compito, oppure perché le cose a lavoro non vanno come vorrebbero... Quelle stesse persone sono quelle che vi chiederanno "come stai?" e tu a loro risponderesti come a tutti "come cazzo vuoi che stia?!" ma in realtà dirai sempre e soltanto "sto bene" in maniera più possibile entusiasta perché non vuoi vederli soffrire anche se sai che stanno morendo dentro proprio come te...
Poi ci sono gli amici, quelli veri, quelli che come lo sanno non ti chiamano ogni istante ma trovano comunque il modo di starti vicino, a volte perfino in silenzio senza dire nulla, altre volte aiutandoti senza che te debba chiedere loro se possono...
Probabilmente nessuno leggerà questo post e va bene così, non credo neanche che riuscirò a pubblicarlo nello stesso giorno in cui lo sto scrivendo però magari capiterà quella persona che da un lato o l'altro della barricata c'è o c'è stato e magari gli strapperò un sorriso...
E poi c'è sempre il calcetto/calciotto/calcio ... anche se dubito riuscirò di nuovo a farmi un intero campo di calcio di corsa senza morire sfiatato...
È assurdo come ti manchi la cosa più stupida a cui potessi pensare... Giocavi una o due volte a settimana, ma se faceva freddo magari saltavi... Ora giocheresti sotto la grandine, torni bambino pronto a giocare in qualsiasi istante... già ... a riuscirci...
A chi come me sta lottando voglio che sappiate che la speranza è l'ultima a morire, la medicina fa passi da gigante ogni giorno, io ho avuto la fortuna di essere inserito in un programma sperimentale che "spero" mi consentirà di lottare ancora per parecchio tempo...